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La granceola artica, conosciuta anche come granchio delle nevi (Chionoecetes opilio), è uno dei crostacei più apprezzati al mondo. Vive nei fondali freddi dell’oceano Atlantico nord-orientale e del Pacifico settentrionale. In particolare, viene pescata nel mare di Bering e nella baia di Bristol, a ovest dell’Alaska.

Questo crostaceo ha un corpo quasi circolare e piatto, leggermente più largo nella parte posteriore. Le sue cinque paia di zampe, sottili e allungate, ricordano quelle di un ragno. Non a caso, in inglese è chiamato spider crab. Le prime due zampe terminano con robuste chele.

Il colore del carapace varia nel tempo: dal bianco al crema, fino a tonalità più rossicce nelle fasi adulte.

Tra i granchi più ricercati e pregiati troviamo proprio la granceola artica del mare di Bering. I maschi possono raggiungere una taglia importante, fino a 8–10 kg, e vivere fino a 14 anni.

Dal punto di vista biologico esistono sette specie del genere Chionoecetes, ma la Chionoecetes opilio è senza dubbio la più conosciuta e apprezzata in cucina.

Granceola artica

Pesca della granceola artica

La pesca della granceola artica dipende fortemente dalle condizioni meteo-climatiche e dalla formazione dei ghiacci invernali. Le zone di pesca sono lontane dalla costa e le uscite in mare possono durare diverse settimane.

Le navi rientrano solo quando le stive raggiungono il quantitativo previsto, salvo emergenze. I costi di gestione sono elevati, per questo il lavoro a bordo è continuo, giorno e notte.

Il capitano coordina tutte le attività: dalla rotta all’utilizzo delle nasse. Gli equipaggi lavorano su turni di otto ore, alternandosi per garantire riposo e sicurezza. A bordo non manca nemmeno uno chef, fondamentale per mantenere alto il morale durante un lavoro tanto duro.

Fatica e sacrificio a bordo 

Lavorare su un peschereccio nel mare di Bering è una vera sfida contro la natura. Serve resistenza, esperienza e grande spirito di sacrificio.

Dal 2005, le autorità locali assegnano a ogni imbarcazione una quota di pesca basata sui risultati degli anni precedenti. Il periodo di pesca varia dalle due alle quattro settimane, mentre per alcune specie di granchio può durare solo pochi giorni.

I mesi più redditizi per la pesca dei granchi vanno da ottobre a gennaio.

Le navi, lunghe tra i 12 e i 75 metri, trasportano fino a 300 nasse. Ogni nassa pesa tra i 200 e i 400 kg. La pesca del granchio è considerata una delle più pericolose al mondo, con un tasso di mortalità molto elevato. Per questo motivo, la granceola artica rappresenta una risorsa preziosa da tutelare. Solo attraverso una pesca responsabile sarà possibile preservare l’equilibrio degli ecosistemi marini.

In cucina 

In cucina, la granceola artica si distingue per la delicatezza delle sue carni. Per valorizzarne il sapore si consigliano cotture semplici: al vapore, bollita o in forno a vapore professionale.

È eccellente servita al naturale, con limone e burro chiarificato. In alternativa, è perfetta con olio extravergine d’oliva, timo, limone e pepe fresco, accompagnata da pomodorini Pachino e maggiorana.

La polpa di granceola artica è ideale anche per:

  • condire tagliolini all’uovo e paste lunghe

  • preparare antipasti raffinati

  • farcire canapè, cestini di pasta brisée e finger food gourmet

Una materia prima versatile e di altissima qualità.

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Conosci il granchio delle nevi? La granceoala artica
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