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Picanha di vitello affumicata al BBQ in bassa temperatura

Curiosità culinarie, Ricette e Sapori Di 1 Settembre 2026 Tags:, , , Nessun commento


Cos’è la picanha e perché è ideale per il barbecue

La picanha è un taglio ricavato dalla punta del codone della sottofesa, nella parte posteriore del bovino. Resa celebre dalla tradizione brasiliana del churrasco, è riconoscibile per la caratteristica copertura di grasso che durante la cottura protegge la carne e contribuisce a mantenerla morbida, succosa e ricca di sapore. E’ un taglio che si presta particolarmente alla cottura Low & Slow grazie alla caratteristica copertura di grasso esterna, che durante l’affumicatura protegge la carne e contribuisce a mantenerla morbida e succosa. La cottura indiretta a 110°-120°C permette di sviluppare gradualmente aromi di legno e una crosta esterna intensa, mentre il successivo Reverse sear dona la tipica caramellizzazione che rende questo taglio uno dei protagonisti assoluti del barbecue contemporaneo.

Qual è la temperatura ideale per cuocere la picanha al BBQ?

  1. Temperatura BBQ: 110°-120°C
  2. Temperatura al cuore prima della finitura: 50°C
  3. Temperatura finale al cuore: 54-56°C
  4. Riposo finale: 15 minuti almeno

Un risultato ideale per ristoranti, steak house e locali specializzati nel barbecue di qualità.
La picanha di vitello è un taglio che si presta particolarmente alle lunghe cotture a bassa temperatura. La copertura di grasso protegge la carne durante la cottura e contribuisce a sviluppare sapore, morbidezza e succosità, mentre l’affumicatura conferisce il caratteristico aroma del barbecue americano.

Ingredienti

  • 1 picanha di vitello da circa 1-1,5 kg
  • 30 g di sale grosso
  • 10 g di pepe nero macinato
  • 5 g di paprika affumicata
  • Legno per affumicatura (quercia, faggio o ciliegio)

Procedimento

Incidere leggermente il grasso superficiale della picanha formando una griglia e condire il taglio di carne con sale, pepe, paprika e dei rametti di erbe aromatiche fresche. Massaggiare la carne con un velo di olio extravergine e lasciare riposare per almeno un’ora.

Preparare il barbecue per una cottura indiretta a 110°-120°C e aggiungere il legno scelto per l’affumicatura.Si trovano moltissime essenze di legni buoni: quercia, mela, faggio etc.. Togliere le erbe e adagiare la picanha con il grasso rivolto verso l’alto e cuocere lentamente fino a raggiungere una temperatura al cuore di 48-50°C.
Una volta raggiunta la temperatura desiderata, aumentare il calore del barbecue fino a 250-300°C e procedere con una rapida rosolatura finale. Questa fase permette di sciogliere il grasso superficiale e di creare la caratteristica crosta scura e aromatica.

Terminare la cottura a una temperatura interna di 54-56°C, quindi lasciare riposare la carne per circa 15 minuti prima del taglio.

Tempo di cottura: 3-4 ore circa
Temperatura BBQ: 110-120°C
Temperatura finale al cuore: 54-56°C

Affettare controfibra e servire immediatamente per apprezzarne al meglio la consistenza morbida, il profumo di affumicato e la succosità.

Il risultato è una picanha di vitello dal cuore rosato e uniforme, avvolta da una crosta intensa e profumata, perfetta per valorizzare questo taglio in chiave barbecue contemporanea.

Per provare a fare questa ricetta con altre varianti di picanha bovina potete provare i tagli freschi che trovate nella nostra gamma:PICANHA

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Picanha di vitello affumicata al BBQ in bassa temperatura
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Pesce spada affumicato: eleganza e gusto per gli ospiti

Nutrizione e salute Di 25 Giugno 2026 Tags:, , , , Nessun commento

Nel mondo della ristorazione, ci sono prodotti che non sono semplici ingredienti, ma veri e propri signature touch: il pesce spada affumicato rientra pienamente in questa categoria. Raffinato, pronto all’uso e dal gusto distintivo, è la soluzione ideale per arricchire antipasti, cicchetti e proposte gourmet con un tocco di classe.

Un prodotto premium, pensato per i professionisti

Il pesce spada affumicato fresco sottovuoto, proposto in filone dall’azienda Bernardini Gastone, nasce da una lavorazione attenta e mirata a esprimere il massimo qualità e caratteristiche organolettiche.

Pesce spada affumicato: eleganza e gusto per gli ospiti
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“Idee e ricette per una dieta sana ed equilibrata”

Nutrizione e salute, Ricette e Sapori Di 10 Giugno 2026 Tags:, , Nessun commento

Negli ultimi anni il concetto di “healthy diet” ha preso sempre più spazio nelle cucine professionali e domestiche. Non si tratta solo di mangiare leggero, ma di costruire piatti completi, equilibrati e ricchi di nutrienti, senza rinunciare al gusto.

Le bowl rappresentano perfettamente questa idea: un unico piatto che unisce proteine, carboidrati e verdure, creando combinazioni colorate, versatili e altamente instagrammabili. Questa proposta semplice e altamente valorizzabile anche in chiave Ho.Re.Ca. combina ingredienti freschi e funzionali: salmone, riso, edamame e verdure a foglia, arricchiti da una crema vegetale che dona cremosità senza appesantire.

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Funghi porcini extra: il profumo del bosco, sempre pronto in cucina

Ricette e Sapori, Terra e Mare Di 26 Maggio 2026 Tags:, , , Nessun commento

C’è un ingrediente che più di altri racconta stagionalità, naturalezza e legame con la terra  e i suoi boschi: il fungo porcino. Simbolo della cucina italiana più autentica, cresce spontaneamente e racchiude profumi intensi, note terrose e una polpa carnosa che lo rende protagonista di innumerevoli preparazioni.

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Moscardini-nostrani-con-piselli

Moscardini nostrani di Chioggia: un tesoro della pesca in Adriatico

Ricette e Sapori, Terra e Mare Di 13 Maggio 2026 Tags:, , , , , , Nessun commento

La laguna veneziana è da sempre un mosaico di sapori, mestieri e saperi antichi. A poche miglia dalla costa si pescano i moscardini di Chioggia,  piccoli molluschi dal gusto inconfondibile, capaci di raccontare con un solo boccone la storia del nostro mare e delle sue genti.

Un mollusco rappresentativo della cultura marinara chioggiotta

A Chioggia, i moscardini non sono solo un tipo di polpo: sono un simbolo. Da secoli vengono pescati nelle acque dell’Alto Adriatico, dove trovano un habitat ideale che conferisce loro carni compatte, sapore dolce e una straordinaria versatilità.
Il mercato ittico chioggiotto, tra i più vivi e storici d’Italia, ha fatto di questo piccolo cefalopode una presenza costante nelle cassette dei pescatori e sulle tavole delle famiglie locali. La tradizione li lega ai piatti più umili e sinceri della cucina veneta: preparazioni nate per valorizzare ciò che il mare offriva ogni giorno, senza sprechi e con grande rispetto per la materia prima.

Moscardini-nostrani-freschi-appena-pescati

Moscardini-nostrani-freschi-appena-pescati

Le ricette della tradizione

I moscardini sono protagonisti di piatti che raccontano tutta l’anima della costa veneta:

  • Moscardini in umido alla chioggiotta, cottura lenta con pomodoro, vino e aromi che concentra il sapore del mare.
  • Insalata tiepida di moscardini, semplice e perfetta per esaltarne la delicatezza naturale.
  • Moscardini con polenta, un abbinamento antico e amatissimo che unisce mare e terra in un equilibrio sorprendente.

Sono ricette che parlano di case affacciate sulla Laguna, di zuppe calde e fumanti nelle sere d’inverno, di pranzi domenicali dopo una notte di pesca.

Il moscardino entra nella cucina moderna e gourmet

Oggi i moscardini di Chioggia stanno vivendo una nuova stagione di attenzione alle specialità. Chef e appassionati li scelgono per:

  • creatività in cucina: saltati velocemente in padella con agrumi, protagonisti di tapas, oppure serviti su creme di verdure o legumi.
  • leggerezza e qualità nutritiva: ricchi di proteine e poveri di grassi, si prestano a diete moderne ed equilibrate.
  • versatilità assoluta: perfetti per primi piatti, finger food, cotture veloci o lente.

La loro texture compatta e il sapore delicato li rendono ideali anche per interpretazioni innovative: dal moscardino scottato con emulsioni di erbe fresche al moscardino affumicato leggero, fino alle preparazioni gourmet che li vedono protagonisti in piatti di mare contemporanei.

Una importante specie della pesca in Adriatico

Viviamo oggi con molta attenzione alla sostenibilità e alla filiera corta. In effetti i moscardini di Chioggia rappresentano un esempio significativo di prodotto locale, riconoscibile, legato alla comunità. Inoltre 0gni ricetta che rispecchia la tradizione o la modernità valorizza la nostra cultura gastronomica e il lavoro dei pescatori che ogni giorno faticano per trovare queste specialità. Ora li trovi tra le novità di stagione in Iceberg pronti in cassettine da 8 kg.

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Guanciale stagionato di Montalcino

Guanciale di suino di Montalcino: un ingrediente che ha identità

Curiosità culinarie, Ricette e Sapori Di 27 Aprile 2026 Tags:, , , , Nessun commento
Quando si parla di eccellenze gastronomiche italiane, il pensiero corre spesso ai grandi salumi conosciuti in tutto il mondo. Ma il vero patrimonio del nostro territorio è fatto anche di prodotti più discreti, profondamente legati alla storia e alla cultura locale.
Il Guanciale di suino di Montalcino, chiamato tradizionalmente anche Gota di Montalcino, è uno di questi: un ingrediente autentico, che racconta una terra e il suo modo di intendere la cucina.

Guanciale di suino di Montalcino: un ingrediente che ha identità

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Salmone-Sockeye-rosso-d'Alaska

Salmone Sockeye: il rosso selvaggio dal sapore autentico

Novità, Terra e Mare Di 8 Aprile 2026 Tags:, , , Nessun commento

Il salmone canadese selvaggio Sockeye, conosciuto come salmone rosso, è uno dei protagonisti più apprezzati tra i salmonidi. In mare si distingue per il dorso blu scuro, il ventre argentato e la totale assenza di macchie. Una volta nel piatto, però, è il suo gusto profondo e unico a conquistare chef, ristoratori e appassionati di cucina.

Specie di grande valore commerciale, sostiene un’importante industria ittica in Canada e negli Stati Uniti, diventando un ingrediente ricercato sia per la lavorazione a fresco sia per la produzione di salmone affumicato. Le sue uova, poi, danno vita al celebre “caviale rosso”.

Oncorhynchus nerka: un salmonide che cambia forma e colore

Durante il periodo riproduttivo, i Sockeye assumono una colorazione spettacolare:

  • rosso vivo su dorso, fianchi e pinne
  • verde scuro sulla testa

I maschi sviluppano il caratteristico profilo arcuato e il “kype”, l’uncino dentato della mascella. Le femmine, invece, mantengono una linea più regolare ma con tonalità altrettanto accese.
Generalmente il peso medio degli esemplari sta tra i 3 e 4 kg, ma alcuni esemplari arrivano fino al metro di lunghezza e a pesare oltre 10 kg. In tutte le sue forme, fresco, surgelato, affumicato il Sockeye rimane sinonimo di qualità di sapore e gusto deciso e di nutrienti.

Una pesca sostenibile dall’Alaska al Canada

Il salmone rosso è una delle specie più importanti per la pesca professionale nel Pacifico. In Alaska, la sua cattura è rigidamente regolamentata e considerata tra le più sostenibili al mondo. La stagione va da maggio a settembre, dal Sud-est dell’Alaska fino alla Baia di Bristol. Amato anche dai pescatori sportivi e dagli amanti delle sue carni il Sockeye è perfetto per chi cerca una carne rossa intensa e un sapore pieno, ideale per crudi e cotture delicate. La sua qualità ha conquistato anche gli affumicatori europei, che lo valorizzano nelle loro migliori selezioni.
Le popolazioni che vivono stabilmente in acque dolci, senza sbocco sul mare, prendono il nome di Sockeye in Alaska, Red Salmon in Canada nella Columbia Britannica e anche in Oregon.

In cucina: gusto unico e versatilità

Per una preparazione semplice e d’effetto, puoi fare dei tagli in diagonale sul filetto di pesce con arancia tagliata a fette, timo e maggiorana fresca, e spennellarlo con un’emulsione di succo d’arancia e olio extravergine di oliva. Una cottura sottovuoto a bassa temperatura garantisce una carne morbida e succosa, lasciando ai grassi del pesce il tempo di sciogliersi dolcemente.

Il filetto già rifilato: praticità senza compromessi

Per chi preferisce una soluzione più veloce, il filetto Sockeye, già rifilato è perfetto. Basta una marinatura con olio evo ed erbe aromatiche, poi una cottura a 50/54°C,sottovuoto per ottenere una carne compatta e sfaldabile. Lo spessore dei filetti  va dai 2 cm fino ai 4 cm. e il tempo varia tra i 45 e i 50 minuti circa. Normalmente non serve superare un’ora salvo filetti molto spessi. Alcuni Chef usano mettere anche del burro e delle erbe aromatiche per elevare i profumi e la morbidezza.
Il risultato? Tranci morbidi, aromatici e dal sapore intenso. Alla fine puoi dare una scottata per 30-60 secondi per lato a fuoco alto così la polpa prende un colore più brunito. Ottimi da servire con verdure o con del riso per combinare proteine e carboidrati.

Salmone Sockeye: il rosso selvaggio dal sapore autentico

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Quadri di pasta fresca ripieni di erbette di campo

Novità, Ricette e Sapori Di 16 Marzo 2026 Tags:, , , Nessun commento

Oggi vi presentiamo una ricetta genuina firmata Checco il Pastaio, artigiano che unisce tradizione e innovazione nella produzione di pasta fresca all’uovo di alta qualità. Lavorazione attenta, ingredienti selezionati e creatività rendono ogni formato un’esperienza capace di soddisfare anche i palati più esigenti.

Quadri di pasta fresca ripieni di erbette di campo con crema di bufala, cicorino ripassato e pomodorini confit

I Quadri di pasta ripieni di erbette di campo nascono dalla tradizione artigianale, unita alla ricerca di sapori autentici e contemporanei. È un piatto che racconta territorio, freschezza e identità: ideale per una carta che vuole distinguersi attraverso ingredienti scelti e preparazioni curate. Perfetto per dare risalto alla qualità della pasta fresca artigianale e offrire ai clienti un’esperienza che profuma di natura, tradizione e creatività.

Quadri di pasta fresca ripieni di erbette di campo

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Mazzancolle-in-saor-alla-veneziana

Il “Saor”: storia della cucina di mare che conquista la cucina moderna

Curiosità culinarie, Ricette e Sapori Di 27 Febbraio 2026 Tags:, , , , Nessun commento

Il saor è una tecnica di conservazione antica. È un metodo veneziano nato per preservare il pesce. Il saor risale al Trecento e nasce nella Venezia marinara. I pescatori passavano giorni in mare senza refrigerazione. Per questo il saor trasformava una necessità in un piatto unico della tradizione lagunare.
Oggi il saor è un patrimonio gastronomico versatile. È ideale per ristoranti, bacari, osterie e locali moderni. Il saor valorizza la cucina del territorio e ha un forte impatto narrativo.

Le origini del Saor: una tecnica nata per durare

La parola saor significa “sapore”. Infatti, si ottiene friggendo il pesce e marinandolo con cipolle stufate nell’aceto, arricchendole con uvetta e pinoli. Questi ingredienti arrivano dai commerci veneziani con l’Oriente. Questa tecnica era nato per conservare a lungo il pesce. L’aceto rallentava lo sviluppo di batteri e rendeva il piatto più digeribile. La ricetta è documentata già nel Trecento nel Libro per il Cuoco, mentre esistevano varianti simili anche in epoca romana.

Perché il saor nasce nella cucina di  mare

La necessità era semplice: il pesce si deteriorava in fretta e i pescatori veneziani, spesso in navigazione per giorni, dovevano trovare un modo per preservarlo.

Friggevano le sarde e le coprivano con la cipolla cotta nell’aceto: l’aceto conservava, e la cipolla dolce e ricca di vitamina C contrastava lo scorbuto e il riposo di 24–48 ore rendeva il piatto più buono.

Era un alimento da viaggio, “cibo di marinai e scorta in terraferma”.

Perché funziona e perché piace ancora oggi?

I piatti che utilizzano questa tecnica di cucina, piacciono perché risultano equilibrati e completi.

I punti di forza:

Marinatura acida: l’acidità dell’aceto rallenta la proliferazione batterica e dona una nota fresca.

Lunga conservazione: il piatto migliora con il tempo: almeno 24 ore di riposo sono considerate obbligatorie.

Sapore complesso: il saor è un equilibrio di gusti tra: dolce della cipolla e uvetta, acido dell’aceto, salato del pesce fritto e aromatico dato dall’ alloro, pepe e spezie orientali.

Un tempo venivano usate molte più spezie, testimonianza della Venezia “porta d’Oriente”.

Versatilità e modernità

Oggi nei locali veneziani si trovano sardine, gamberi, mazzancolle, scampi e sgombri, triglie, sogliole, branzini e orate e tutti i pesci azzurri.
Sono varianti eleganti e leggere.

Opportunità per i ristoratori

Il saor è ideale per i ristoratori perché offre vantaggi concreti:

  • Alta resa e costi bassi: il pesce azzurro è economico e gustoso.
  • Riduzione degli sprechi: si conserva diversi giorni.
  • Storytelling forte: ogni piatto parla di Venezia.
  • Servizio semplice: si prepara in anticipo e si serve freddo.

Perfetto per cicchetterie, bar, menù degustazione, catering e ristorazione veloce.

Possibilità di varianti gourmet 

Oggi nei locali veneziani — soprattutto bacari e trattorie — si trovano spesso gamberi o mazzancolle in saor, che seguono la stessa tecnica e offrono un’alternativa elegante alle sarde.

Sono perfetti per:

  • antipasti raffinati,
  • tapas venete,
  • buffet di mare,
  • cucina contemporanea che vuole unire tradizione e leggerezza.

Perché il saor resta un simbolo veneziano

Il saor ha attraversato i secoli senza perdere identità.Nasce da un bisogno semplice e diventa un sapore unico.Questa tecnica rappresenta mare, ingegno e tradizione che offre ai ristoratori la possibilità di proporre un piatto semplice nella preparazione ma ricco nella narrazione.

Il saor è più di una ricetta: è una lezione di cucina intelligente, sostenibile, che racconta la tradizione di un territorio ricco di storia.
Nella ristorazione moderna è un alleato perfetto per valorizzare pesci locali, ottimizzare tempi e costi, e offrire ai clienti un piatto che “profuma di Venezia”.

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Il “Saor”: storia della cucina di mare che conquista la cucina moderna

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Conosci il granchio delle nevi? La granceoala artica

Curiosità culinarie, Terra e Mare Di 10 Febbraio 2026 Tags:, , , , Nessun commento

La granceola artica, conosciuta anche come granchio delle nevi (Chionoecetes opilio), è uno dei crostacei più apprezzati al mondo. Vive nei fondali freddi dell’oceano Atlantico nord-orientale e del Pacifico settentrionale. In particolare, viene pescata nel mare di Bering e nella baia di Bristol, a ovest dell’Alaska.

Questo crostaceo ha un corpo quasi circolare e piatto, leggermente più largo nella parte posteriore. Le sue cinque paia di zampe, sottili e allungate, ricordano quelle di un ragno. Non a caso, in inglese è chiamato spider crab. Le prime due zampe terminano con robuste chele.

Il colore del carapace varia nel tempo: dal bianco al crema, fino a tonalità più rossicce nelle fasi adulte.

Tra i granchi più ricercati e pregiati troviamo proprio la granceola artica del mare di Bering. I maschi possono raggiungere una taglia importante, fino a 8–10 kg, e vivere fino a 14 anni.

Dal punto di vista biologico esistono sette specie del genere Chionoecetes, ma la Chionoecetes opilio è senza dubbio la più conosciuta e apprezzata in cucina.

Granceola artica

Pesca della granceola artica

La pesca della granceola artica dipende fortemente dalle condizioni meteo-climatiche e dalla formazione dei ghiacci invernali. Le zone di pesca sono lontane dalla costa e le uscite in mare possono durare diverse settimane.

Conosci il granchio delle nevi? La granceoala artica

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