
Dietro una sigla c’è davvero qualcosa di cui preoccuparsi?
Leggere l’etichetta di un prodotto alimentare è una normalità sempre più comune. Quando si trovano sigle come E223,su confezioni di scampi e gamberi il dubbio è quasi inevitabile: di cosa si tratta? È un ingrediente necessario? Influisce sulla qualità del prodotto?
Domande legittime, soprattutto quando si parla di crostacei come gamberi e scampi o altri alimenti che conosciamo bene e naturalmente colleghiamo al mare, alla freschezza e alla qualità.
Per comprendere il ruolo di queste sostanze è importante partire da un concetto fondamentale: la qualità e la sicurezza di un crostaceo non dipendono da un additivo, ma dall’intera filiera che accompagna il prodotto dalla pesca fino alla tavola.
La surgelazione di scampi e gamberi: il vero alleato della qualità
Nel nostro precedente approfondimento dedicato agli scampi sashimi surgelati a bordo, abbiamo visto come la surgelazione rapida rappresenti uno dei sistemi più efficaci per preservare le caratteristiche naturali del pescato.
A differenza della semplice congelazione domestica, la surgelazione avviene in tempi super rapidi e a temperature estremamente basse, spesso inferiori ai -40°C. Questo processo consente di mantenere al meglio consistenza, sapore, valore nutrizionale e sicurezza alimentare del prodotto.
In altre parole, è la surgelazione a svolgere il ruolo principale nella conservazione dei crostacei, garantendo elevati standard qualitativi lungo tutta la catena del freddo.
Ma allora perché troviamo talvolta la sigla E223 in etichetta?


