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Pesca professionale

Conosci il granchio delle nevi? La granceoala artica

Curiosità culinarie, Terra e Mare Di 10 febbraio 2026 Tags:, , , , Nessun commento

La granceola artica, conosciuta anche come granchio delle nevi (Chionoecetes opilio), è uno dei crostacei più apprezzati al mondo. Vive nei fondali freddi dell’oceano Atlantico nord-orientale e del Pacifico settentrionale. In particolare, viene pescata nel mare di Bering e nella baia di Bristol, a ovest dell’Alaska.

Questo crostaceo ha un corpo quasi circolare e piatto, leggermente più largo nella parte posteriore. Le sue cinque paia di zampe, sottili e allungate, ricordano quelle di un ragno. Non a caso, in inglese è chiamato spider crab. Le prime due zampe terminano con robuste chele.

Il colore del carapace varia nel tempo: dal bianco al crema, fino a tonalità più rossicce nelle fasi adulte.

Tra i granchi più ricercati e pregiati troviamo proprio la granceola artica del mare di Bering. I maschi possono raggiungere una taglia importante, fino a 8–10 kg, e vivere fino a 14 anni.

Dal punto di vista biologico esistono sette specie del genere Chionoecetes, ma la Chionoecetes opilio è senza dubbio la più conosciuta e apprezzata in cucina.

Granceola artica

Pesca della granceola artica

La pesca della granceola artica dipende fortemente dalle condizioni meteo-climatiche e dalla formazione dei ghiacci invernali. Le zone di pesca sono lontane dalla costa e le uscite in mare possono durare diverse settimane.

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Branzini conservati nel ghiaccio

La baiatura del pesce per conservarne le migliori qualità

Nutrizione e salute, Terra e Mare Di 21 settembre 2022 Tags:, , , , 2 Commenti

I pescatori che lavorano a bordo dei pescherecci  con metodi tradizionali per conservare al massimo la qualità del pescato utilizzano la tecnica della “baiatura”.
Si tratta di un metodo che consente un’ottima conservazione del pesce dal punto di vista della freschezza organolettica e della bellezza estetica. Infatti branzini, dentici, orate,  gallinelle di mare e ogni altro tipo di pesce conserva inalterata la livrea, la pigmentazione e la brillantezza dei suoi colori naturali. La “baiatura” consiste nel mettere il pesce appena pescato in una miscela bilanciata di acqua di mare e ghiaccio.

Come praticare la “baiatura”?

Per praticare la “baiatura” si immerge il pesce appena pescato in acqua e ghiaccio in modo che siano rallentati di molto tutti i processi biologici. L’acqua utilizzata per la produzione di ghiaccio deve essere potabile o pulita, come previsto dai Regolamenti n. 852/2004 (allegato I) e 853/2004 e spiegato dalle Linee Guida ministeriali. L’acqua di mare pulita disponibile a bordo dei pescherecci deve essere prelevata lontano da fonti d’inquinamento. E’ vietato utilizzare le acque del porto e quelle troppo superficiali. Tra l’altro queste ultime sono maggiormente a rischio per presenza di inquinanti non solubili come idrocarburi e corpi galleggianti. Allo sbarco il pescato sottoposto a “baiatura” risulta perfettamente conservato, privo di schiacciamenti, idratato, turgido e mantiene inalterati i caratteri organolettici. In particolare l’odore è tipico “di mare” proprio del pesce fresco, i tessuti sono gonfi perché le cellule sono inalterate, l’occhio è “vivo”, e i colori sono brillanti e iridescenti.

Creamy-ice

“Il distretto della pesca e crescita Blu sta sperimentando un nuovo tipo di ghiaccio per la migliore conservazione del pescato”: si chiama Creamy-ice.

La baiatura del pesce per conservarne le migliori qualità
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