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Cucina Veneta

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Calamari e radicchio di Treviso grigliati con pomodoro al timo

Ricette e Sapori, Terra e Mare Di 5 dicembre 2025 Tags:, , , , , Nessun commento

Dicembre ci regala sapori autentici e ingredienti di stagione, perfetti per creare piatti ricchi di gusto e contrasti equilibrati. Questa ricetta unisce mare e terra in un abbinamento elegante e tipico della nostra regione: calamari alla piastra con radicchio di Treviso e pomodorini al timo. Un piatto semplice e buonissimo, perfetto per stupire i vostri clienti con un tocco gourmet.

Ingredienti per 10 persone

  • 20 calamari da 10–14 cm (taglia C4)

  • 2-3 cespi di radicchio di Treviso

  • 10 pomodorini datterino

  • 50 g di prezzemolo fresco

  • 2 rametti di timo fresco

  • 100 ml di olio extravergine d’oliva

  • Sale e pepe q.b.

  • 30 ml di aceto balsamico

  • germogli di daikon per la decorazione

Preparazione

  1. Pulire i cespi di radicchio di Treviso, tagliarli in otto spicchi, sciacquarli e asciugarli con cura.
  2. Eliminare pelle, interiora e pennetta. Dalla parte più larga del cappuccio ricavare un anello. Incidere poi il corpo nel senso della lunghezza, ottenendo delle frange e lasciando intatta la parte stretta.
  3. Incidere il corpo del calamaro nel senso della lunghezza e ricavare delle frange, lasciando intatta la parte più stretta.

  4. Scaldare una piastra con un filo d’olio e cuocere i calamari per pochi minuti, condendo con un pizzico di sale.
  5. In una padella antiaderente, saltare il radicchio con poco olio, sale e pepe finché non risulta morbido e leggermente caramellato.
  6. Inserire le frange di calamaro e un quarto di radicchio all’interno dell’anello ricavato in precedenza. Fissare con uno stecchino per mantenere la forma.
  7. Tagliare i pomodorini datterino a cubetti e condirli con olio extravergine e timo fresco.

Finitura del piatto

Disporre sul piatto delle frange di calamaro, adagiare sopra la composizione di calamari e  radicchio grigliato,  e completare con un cucchiaino di pomodoro fresco al timo.
Decorare con gocce di aceto balsamico, un filo d’olio extravergine d’oliva e qualche germoglio di daikon. Servire subito.

Consiglio dello Chef

Questo piatto si abbina perfettamente a un vino bianco secco e aromatico, come un Sauvignon o un Pinot Grigio del Veneto, che esaltano il sapore dolce-salino dei calamari e le note amarognole del radicchio.

 Calamari C4 Patagonia

Ottimi calamari pescati con reti da traino in zona Fao 41 in Atlantico: ottimi per preparare antipasti, primi e secondi piatti.
Il prodotto va scongelato e pulito come il fresco; si possono fare ripieni con patate e olive, al sugo di pomodoro con capperi e melanzane o squisiti alla griglia. Inoltre, se preferite tagliarli sono golosi fritti e rimangono teneri e delicati. Si adattano a svariate preparazioni poichè il prodotto naturale può essere lavorato a piacere; considerate che serve una cottura delicata per apprezzare i CALAMARI  

Per ulteriori informazioni sui nostri prodotti di qualità per la tua cucina, contattaci al numero 0422-752551 o scrivi a marketing@icebergitalia.it. Saremo lieti di risponderti!

Calamari e radicchio di Treviso grigliati con pomodoro al timo
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Tradizione veneta a tavola: l’anatra allo spiedo con polenta

Ricette e Sapori, Terra e Mare Di 6 novembre 2025 Tags:, , , , Nessun commento

Novembre è arrivato e nelle campagne venete, la tradizione vuole trasportarci in un clima caratterizzato da profumi intensi e tavole addobbate di piatti regionali che scaldano lo spirito.
Di sicuro uno dei piatti tradizionali più amati è senza dubbio l’anatra cotta allo spiedo sulla brace. Di solito viene servita con la polenta gialla a fette e un contorno di funghi chiodini fumanti. Una preparazione antica, che unisce il sapore deciso della carne all’affumicatura leggera e irresistibile della cottura lenta sul fuoco vivo.

L’anatra

Per questa preparazione la scelta dell’anatra è fondamentale. In Veneto di solito si usa l’anatra muta , detta anche “barbagianni”, una razza rustica con carne saporita e meno grassa rispetto all’anatra di Pechino. La sua carne compatta è ideale per una cottura lunga e lenta allo spiedo e mantiene un gusto intenso ed equilibrato. Importante è che l’anatra sia di medie dimensioni sui 2,5 kg  così la cottura rimane uniforme e la carne non si asciuga.

La cottura allo spiedo

Prepariamo la carne che nel nostro caso sarà decongelata in frigo dal giorno prima. Insaporiamo la carne con un trito misto che abbiamo preparato con sale grosso pestato, pepe fresco, rosmarino e timo sminuzzati.
lo cospargiamo delicatamente all’interno e ungiamo le pareti massaggiandole con un velo di olio evo. Farciamo la pancia con delle foglie di alloro e dei rametti di rosmarino fresco e qualche foglia di salvia e se vi piace  uno spicchio d’aglio schiacciati. Infine leghiamo le zampe con dello spago da cucina per mantenerla unita durante la cottura.
Di seguito infilziamo nello spiedo l’anatra o più anatre in base alle nostre esigenze. Quando la brace sarà ben calda ma non esagerata iniziamo la cottura sul nostro girarrosto che girerà lentamente. Indicativamente il tempo di cottura si aggira sulle due ore per una pezzatura sui 2,5 kg. La pelle deve diventare croccante, invece la carne dentro dovrà rimanere morbida e bella succosa. Durante la cottura mettiamo un contenitore per raccogliere i grassi e i succhi che colano mentre si arrostisce. Usiamo il grasso colato per ungerla con un pennello per mantenerla più idratata e morbida.

Prepariamo la polenta

Per tradizione cuociamo la polenta nella ricetta classica. Versiamo a pioggia la farina di mais in una pentola capiente con due litri d’acqua salata. Mescoliamo energicamente con una frusta per evitare grumi. Cuociamo a fuoco basso per circa 45 minuti mescolando spesso. Per completare versiamo un filo di olio evo nella polenta quando sarà pronta. Se la vogliamo tagliare a fette la versiamo su un capiente tagliere o in una pirofila in acciaio unta leggermente sul fondo e la lasciamo intiepidire. Infine, tagliamola a fette spesse con un coltello se desideriamo grigliare le fette sulla brace per renderle croccanti. In alternativa la lasciamo nella pentola e la versiamo calda con un mestolo al momento.

Servizio

Disponiamo le fette di polenta sul piatto e adagiamo vicino l’anatra allo spiedo, nappando con il fondo di cottura raccolto. Un piatto rustico e sontuoso, perfetto da servire nelle giornate fredde e nelle domeniche d’autunno.

Anatra-intera-arrostita-con-fette-di-polenta

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Scopri i nostri prodotti

Disponibili nella nostra gamma una serie di prodotti di anatre intere, a busto, cosce lavorate o petti rifilati per il settore Ho.Re.Ca. I nostri prodotti a base di anatra sono selezionati, sicuri e pronti all’uso; perfetti per ristoranti, hotel e catering che vogliono offrire alla propria clientela un’esperienza di cucina autentica e raffinata:Anatra

 

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Le seppie: un tesoro del mare da conoscere e gustare

Curiosità culinarie, Terra e Mare Di 6 ottobre 2025 Tags:, , , , , Nessun commento

Le seppie sono i molluschi più diffusi nei nostri mari. Si tratta di un cefalopode affascinante che merita di essere conosciuto da vicino.
Questo mollusco attira l’interesse di ristoratori, appassionati di cucina, pescatori e amanti della subacquea, grazie alla sua versatilità e al legame con le tradizioni marinare.

La seppia nel suo habitat: un ricordo a Pellestrina

Ricordo ancora la prima volta che, da ragazzo, visitai Pellestrina, splendida isola della laguna di Venezia, famosa per i merletti e per i pescatori. Era una calda giornata di sole e, con alcuni amici, mi tuffai in apnea per esplorare “il murazzo”: un lungo muraglione di rocce costruito nel ’700 per proteggere l’isola e la spiaggia. Sott’acqua, tra le rocce, ebbi la fortuna di incontrare alcune seppie che nuotavano tranquille. Fu un’esperienza indimenticabile, capace ancora oggi di trasmettermi pace ed energia. Da quel momento, con gli amici, iniziai a pescarle e cucinarle, scoprendo la loro straordinaria bontà.

In cucina: come esaltare le seppie

Le seppie piccole e di media misura sono particolarmente pregiate. A Chioggia,

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Faraona busto nazionale: gusto e tradizione a tavola

Curiosità culinarie, Terra e Mare Di 8 settembre 2025 Tags:, , , , Nessun commento

La faraona ha una carne pregiata che unisce la morbidezza del pollame al sapore più deciso della selvaggina, che permette diverse proposte in cucina. Il busto nazionale è la parte centrale dell’avicolo privo di testa, zampe e completamente pulito. Le carni sono saporite e compatte, perfette sia per ricette tradizionali che per cotture e presentazioni più creative.

Origine, storia e qualità

La faraona è un volatile di origine africana, già conosciuta al tempo dei Greci e dei Romani che la apprezzavano sia per la sua carne saporita che come animale ornamentale nei giardini. Il suo nome ha origine in Egitto, dove veniva associata alla regalità. In seguito, durante il Medioevo, venne importata grazie ai Portoghesi e si diffuse in Europa attraverso vari incroci

In Italia si allevano oggi principalmente la faraona comune e la faraona grigia perlata. La carne magra, leggermente scura, ha un sapore che ricorda un incrocio tra pollo e selvaggina. Oggi è molto apprezzata nella cucina tradizionale italiana e francese.

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Calamari ripieni con crema di patate, olive e Parmigiano

Nutrizione e salute, Ricette e Sapori Di 24 gennaio 2025 Tags:, , , Nessun commento

A gennaio, i nostri mari offrono calamari di straordinaria qualità. La stagione invernale, con le acque fredde, crea le condizioni ideali per la loro pesca. In questo periodo, i calamari si radunano in banchi per cacciare piccoli pesci azzurri, rendendo più agevole la loro cattura. La dieta ricca e variegata di questi cefalopodi contribuisce a rendere la loro carne particolarmente saporita e consistente. Questo li rende perfetti per esaltare qualsiasi preparazione culinaria.

I calamari pescati, già puliti e surgelati con tecnologia IWP (Individually Wrapped Package), rappresentano una soluzione eccellente per preservare freschezza e qualità. In questa ricetta li proponiamo farciti con una crema di patate, olive e Parmigiano, per un piatto che unisce semplicità e raffinatezza, perfetto come antipasto o secondo piatto.

Calamari ripieni con crema di patate, olive e Parmigiano
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Coscia d’oca arrostita con cavoli rossi e mele

Curiosità culinarie, Ricette e Sapori Di 25 ottobre 2024 Tags:, , , Nessun commento

L’oca in novembre nella tradizione veneta viene preparata per festeggiare nel giorno San Martino la fine della stagione agricola. L’oca di corte padovana viene allevata allo stato libero nella pianura veneta e in altre zone d’Italia. Citata nell’inferno di Dante Alighieri prima ancora di dire degli Scrovegni. Storicamente l’oca veniva preparata come un “rito” della tradizione agraria il giorno di San Martino, l’11 novembre, quando convenzionalmente terminava l’anno agrario e si tenevano le più importanti fiere agricole.

Coscia d’oca arrostita con cavoli rossi e mele
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Gnocchi di zucca con burro, salvia e ricotta affumicata

Ricette e Sapori Di 12 ottobre 2024 Tags:, , , , , Nessun commento

Ottobre è il mese perfetto per godersi i sapori caldi e confortanti dell’autunno, e non c’è nulla che rappresenti meglio questa stagione in Veneto della zucca. La dolcezza naturale di questo ortaggio si sposa alla perfezione con il burro nocciola e la salvia, mentre la ricotta affumicata aggiunge una nota sapida che completa il piatto in modo armonioso.
Gli gnocchi di zucca sono un piatto tradizionale e anche un modo per celebrare i prodotti di stagione, valorizzando ingredienti semplici e genuini. Perfetto per un pranzo autunnale o per stupire gli ospiti con un piatto ricco di tradizione e sapore.

Gnocchi di zucca con burro, salvia e ricotta affumicata
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Lumache-in- umido-alla-Veneta

Lumache in umido alla Veneta

Curiosità culinarie, Ricette e Sapori Di 7 ottobre 2024 Tags:, , , Nessun commento

Lumache in umido alla Veneta: Tradizione e Gusto

Le lumache in umido alla Veneta rappresentano un piatto che evoca i sapori autentici della cucina contadina, un viaggio nel tempo attraverso una ricetta che ha saputo resistere al passare degli anni. Questo piatto, ricco di profumi e di una lunga storia, si distingue per la sua semplicità e la sua capacità di esaltare gli ingredienti della terra.

Un po’ di storia

Le lumache, conosciute anche come sciosi o scios in dialetto veneto, sono state per lungo tempo un alimento di sussistenza per i contadini. Questi molluschi venivano raccolti nei campi dopo la pioggia e cucinati con ingredienti facilmente reperibili, come pomodori, cipolla e vino bianco. Nel corso del tempo, la ricetta è diventata un simbolo della cucina veneta tradizionale,

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Scopri il Segreto della Perfetta Frittura Mista di Pesce alla Veneziana

Curiosità culinarie, Ricette e Sapori Di 22 agosto 2024 Tags:, , , , , , Nessun commento

Immagina di essere seduto in un piccolo Bacaro di Venezia.

Una leggera brezza marina ti accarezza il viso, mentre lo sciabordio delle onde che si infrangono nei canali ti trasmette un senso di relax. Di fronte a te, un piatto traboccante di frittura di pesce dorato e croccante: un’esplosione di sapori che racchiude tutta l’essenza del Mare Adriatico.

La frittura mista di pesce alla veneziana è più di un semplice piatto: è un vero e proprio rito culinario, un omaggio alla tradizione e alla freschezza del pescato del giorno. 

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Bigoli in salsa di acciughe: la ricetta della storia veneta

Curiosità culinarie, Ricette e Sapori Di 16 agosto 2024 Tags:, , , , , Nessun commento

I bigoli in salsa sono uno dei più famosi piatti di pasta del Veneto e della cucina della tradizione Veneziana.
Le acciughe e le cipolle e l’olio sono gli ingredienti della salsa che hanno fatto la storia di questo piatto per condire questo famoso formato di pasta.

La Storia della ricetta che viene da lontano

Ci sono varie storie che tramandano l’origine di questa pasta e ognuna ha il suo fascino perché racconta qualcosa che ci incuriosisce.

Partendo da lontano sembra che l’origine sia legata a Marco Polo il quale avrebbe portato fino a noi “il bigolaro”, quel macchinario usato in Cina per fare gli spaghetti o i vermicelli di soia.

Secondo altre fonti nel 1600, un noto pastaio padovano, tale Bartolomio Veronese, soprannominato “Abbondanza”, inventò e brevettò un torchio manuale con la trafila in Bronzo per produrre diversi tipi di pasta lunga.

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