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Tonno pinne gialle Sashimi-Saku: lo conosci?

Curiosità culinarie, Novità Di 23 maggio 2024 Tags:, , , , Nessun commento

Il tonno pinne gialle è un alimento molto prezioso per la nostra alimentazione.  Questo meraviglioso pesce, riconosciuto come il Re del Mare, appartiene alla storia di alcune regioni italiane lungo le nostre coste: Sicilia, Sardegna e Calabria. Da alcuni in Europa è protetto da regolamenti che regolano la pesca al fine di proteggere questa specie e favorirne il ripopolamento.

Il Tonno Saku

Il tonno pinne gialle Kor Sashimi Saku, dalla colorazione delle carni rosso scuro vivo, è un taglio della migliore qualità.
Il Saku, letteralmente significa “blocco”. E’ un termine giapponese che descrive il sashimi di qualità tagliato appunto in blocchetti di forma regolare.
Si ottiene dal filetto di tonno attraverso una lavorazione immediata che avviene subito dopo la cattura. Viene rapidamente lavato con acqua di mare appena pescato: velocemente privato di pelle e spine, eviscerato e portato ad una temperatura tra -50°C e -60°C.

Saku-tonno-pinne-gialle

Saku di tonno pinne gialle

Ecco che in questo modo il tonno rimane perfettamente integro nella sua freschezza. Un prodotto ideale per antipasti freddi, da gustare crudo per le sue caratteristiche, inoltre è perfetto per sperimentare nuove ricette, di ogni genere, in cucina.

Oltre al sushi e al sashimi per chi vuole esaltare la bontà del tonno si usa molto per il tataki.

La tecnica del tataki ha sempre origine in Giappone: si scotta velocemente in piastra o in padella il Saku di tonno,  e si condisce con salsa di zenzero o di soia. La parola Tataki significa sminuzzato, e si riferisce allo zenzero o altra radice che viene lavorata a coltello e sminuzzata fino a farla diventare una pasta da servire con il tonno.

Nella storia si sono evolute varie tecniche, interpretate o applicate da ogni Chef anche in base alla loro creatività.

Il tonno pinne gialle è inoltre un’eccellente fonte di proteine, molto nutriente e  povero di grassi; è una materia prima dalla straordinaria versatilità in cucina grazie al suo sapore raffinato e consistenza compatta che permette svariate preparazioni all’insegna della globalizzazione.

Questa ricetta con il tonno Saku è un’idea estiva perfetta da proporre ai tuoi clienti: Ricetta della Tartare di tonno con avocado e arancia

Per qualsiasi informazione sul tonno Saku, puoi telefonarci allo 0422/752551 o scriverci una mail a: marketing@icebergitalia.it.

Grazie per seguirci e buona continuazione in cucina!

Iceberg

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Tartare-di-tonno-saku-avocado-arancia

Tartare tropicale di tonno Saku con avocado e arancia

Curiosità culinarie, Novità, Ricette e Sapori Di 16 maggio 2024 Tags:, , , , , Nessun commento

La tartare di tonno Saku con frutta è una ricetta speciale dove il sapore delizioso del tonno si rinfresca con la succosità dell’arancia e il gusto tropicale dell’avocado.

Il Saku di tonno

Il tonno pinne gialle Kor Sashimi Saku dalla colorazione delle carni rosso scuro vivo è un taglio della migliore qualità. Il Saku, letteralmente “blocco”, si ottiene dal filetto di tonno attraverso una lavorazione particolare che inizia dalla cattura. Viene rapidamente pulito appena dopo essere stato pescato, privato di pelle e spine, eviscerato e portato ad una temperatura tra -50°C e -60°C. In questo modo il tonno rimane perfettamente integro nella sua freschezza. Il Saku è ideale per antipasti freddi e può essere consumato crudo, inoltre è perfetto per sperimentare ricette innovative in cucina.

Oltre al sushi e al sashimi, per chi vuole esaltare la bontà del pesce crudo, il Saku può essere comunque preparato con ogni tipo di cottura. Questo tonno è inoltre un’eccellente fonte di proteine, molto nutriente e  povero di grassi; è una materia prima dalla straordinaria versatilità in cucina grazie al suo sapore raffinato e alla consistenza compatta.

Ricetta: Tartare di tonno con avocado e arancia

Ingredienti per 5 persone

  • tonno pinne gialle Sashimi Saku (1 cubotto da 450 g circa)
  • due arance
  • un avocado grande (300 g circa)
  • erba cipollina
  • sale Maldon in scaglie
  • olio extravergine di oliva

Procedimento

Tagliamo a coltello il nostro Saku preparando dei piccoli cubetti regolari di tonno pinne gialle decongelato dal frigo. In una terrina li condiamo con delle scaglie di sale di Maldon e un filo di olio extravergine.

Subito dopo tagliamo a cubetti un avocado maturo e lo mettiamo in una terrina in ceramica. Peliamo a vivo un’arancia e la tagliamo a fette.

Usando uno stampo ad anello sul piatto creiamo il primo strato con l’avocado, continuiamo sopra con la tartare di tonno preparata con un taglio pulito e infine con le fette di arancia.

Sminuzziamo dell’erba cipollina fresca con un taglio diagonale che usiamo per profumare e decorare. Decoriamo con l’erba cipollina e un fiore per rendere bellissima questa composizione deliziosa e ricca di gusto che spicca notevolmente sul piatto.

Suggerimenti

Il miglior modo per preservare le proprietà del tonno pinne gialle Sashimi Saku è quello di lasciarlo scongelare lentamente in frigo sottovuoto. In questo modo mantiene inalterati sapore, freschezza e igiene.

Per qualsiasi informazione, puoi telefonarci allo 0422/752551 o scriverci alla mail: marketing@icebergitalia.it.

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David Cirigliano

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Castraure di Sant'Erasmo in padella

“Il segreto delle castraure di Sant’Erasmo: scopri la storia dietro questa prelibatezza veneziana”

Ricette e Sapori, Terra e Mare Di 9 maggio 2024 Tags:, , , , , Nessun commento

Nel cuore della pittoresca Laguna di Venezia, tra gli intriganti canali e antichi palazzi che si specchiano sull’acqua, si trova un luogo magico dove la tradizione culinaria si fonde con la bellezza della natura circostante. Tra le isole più straordinarie troviamo Sant’Erasmo,  conosciuta come l’orto di Venezia per i suoi paesaggi mozzafiato e per i suoi tesori culinari unici tra cui le famose castraure di Sant’Erasmo.

Le castrature, o carciofi di Sant’Erasmo, sono un’autentica prelibatezza della cucina veneziana e hanno una storia affascinante. La loro coltivazione risale a secoli fa sulla famosa isola, uno dei gioielli della Laguna Veneta. Infatti, Sant’Erasmo è famosa per la sua fertile terra, che produce una vasta gamma di prodotti agricoli, tra cui questi pregiati carciofi.

Storia dei carciofi di Sant’Erasmo

La tradizione della coltivazione dei carciofi violetto ha radici antiche, risalenti al periodo della Repubblica di Venezia. I coltivatori dell’isola, con la loro abilità e conoscenza del territorio, hanno perfezionato nel tempo le tecniche di coltivazione di questi ortaggi, delle famiglia delle asteracee creando una vera e propria eccellenza gastronomica.

Un aspetto interessante della storia delle castraure è il loro particolare metodo di coltivazione. Questi carciofi sono i primi che vengono raccolti dalla pianta prima che raggiunga la completa maturazione, quando sono ancora piccoli e teneri, appena spuntati dal gambo. Questa pratica, denominata “castratura”, da cui deriva il nome “castraure”, è fondamentale per garantire la delicata consistenza e il sapore unico di questi carciofi.

Oltre alla loro storia legata alla tradizione contadina, le castraure hanno anche un significato culturale importante per la città di Venezia.
Sono diventate un simbolo della cucina locale e sono apprezzate sia dai veneziani che dai visitatori che desiderano gioire dei sapori autentici della nostra meravigliosa laguna.

Carciofi-violetto-Castraure-di-Sant'Erasmo appena-raccolti

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Il carciofo violetto

I carciofi di Sant’Erasmo sono dei piccoli carciofi, dalla colorazione violetto sulle foglie esterne, unici nella loro qualità dovuta al terreno e ambiente in cui crescono. La delicata forma e il sapore che le rende così speciali è legata al momento della loro raccolta.

Infatti, i primi carciofi che si trovano all’apice della pianta vengono tagliati, appunto “castrati” e da qui il nome “castraure” prima di raggiungere la piena maturità, quando sono ancora tenerissime e morbide al tatto.

Questa pratica secolare preserva la delicatezza e la dolcezza delle castraure, offrendo un’esperienza culinaria unica. Questo taglio permette poi alla pianta di rafforzarsi e dar forza a tutti gli altri carciofi chiamati “botoi”, “sottobotoi” e “massete”.

Cinque ricette deliziose per gustare al meglio le castraure

Carciofi alla veneziana

Questa è una ricetta classica che prevede questo uso dei carciofi: vengono puliti dalle foglie esterne, pelato il gambo e tagliati a spicchi. Quindi saltati in padella con aglio, prezzemolo, olio d’oliva e una spruzzata di vino bianco. Una volta cotti, vengono serviti caldi come antipasto, contorno o anche cicchetto.

Carpaccio di castraure

Un’alternativa fresca e leggera consiste nel preparare un carpaccio di castraure crude. I carciofi vengono puliti e la parte interna molto tenera viene tagliata a fette sottili e disposte su un piatto. Si condiscono poi con olio d’oliva, succo di limone, sale e pepe.
Si può completare con scaglie di formaggio Parmigiano Reggiano e foglie di rucola per un tocco di freschezza.

Risotto con le castraure

Le castraure aggiungono un sapore unico e delicato al risotto. Dopo averle pulite e tagliate a pezzetti, si possono aggiungere al risotto durante la cottura, insieme a brodo vegetale, cipolla, vino bianco e Parmigiano Reggiano. Il risultato sarà un raffinato risotto cremoso e profumato.

Frittata di carciofi violetto

Le castraure possono essere usate anche per preparare una deliziosa frittata. Dopo averle saltate in padella con cipolla e olio d’oliva, si mescolano con uova sbattute e formaggio Parmigiano grattugiato. La frittata viene quindi cotta in padella fino a doratura e servita calda.

Insalata di castraure e gamberi

Un’opzione leggera e rinfrescante è un’insalata dai sapori vegetali e salini di mare. Le castraure vengono cotte al vapore per pochi minuti fino a quando sono tenere; quindi, si uniscono ai gamberi già cotti a vapore, al sedano, prezzemolo, olio d’oliva e poco succo di limone. Si serve come piatto unico insieme a del pane fresco o a delle bruschette con pomodorini come antipasto o piatto unico.

Queste sono solo alcune idee per sviluppare delle ricette in cucina, ma le possibilità sono infinite! Il loro sapore caratteristico è unico e la loro versatilità le rendono un ingrediente prezioso in molte ricette veneziane.
Puoi abbinarli a diversi prodotti di pesce come crostacei o anche nei primi piatti.

Il consorzio e il presidio slow food

Per promuovere e valorizzare lo sviluppo di questi unici e meravigliosi frutti della terra è stato istituito dal 2004 il consorzio di tutela che ha registrato il marchio “castraure” con l’obiettivo di salvare una coltivazione rara e unica che oggi viene sempre più curata. Il carciofo violetto è diventato presidio Slow Food.

Inoltre anche quest’anno si svolge la festa annuale del carciofo violetto ora in primavera: il prossimo 12 maggio 2024 che include nell’evento oltre alle degustazioni anche visite alle carciofaie.

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David Cirigliano

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Sarde-in-saor-con-pinoli e uvetta

Le Sarde in Saor alla Veneziana: un gusto autentico della tradizione veneta

Curiosità culinarie, Ricette e Sapori Di 3 maggio 2024 Tags:, , , , , Nessun commento

La cucina italiana è rinomata per la sua varietà e ricchezza di sapori regionali. Tra le molte prelibatezze che emergono dalle tradizioni culinarie locali, le Sarde in Saor alla veneziana occupano un posto di rilievo. Questo piatto, che unisce il sapore inconfondibile delle sarde con la dolcezza dell’agrodolce, rappresenta un vero e proprio simbolo della cucina veneziana.

Origini

Le Sarde in Saor, o “sarde in sapore”, hanno origini antiche e sono strettamente legate alla storia e alla cultura di Venezia. Risalgono al periodo della Serenissima Repubblica, quando Venezia era uno dei principali centri commerciali del Mediterraneo. Durante questo periodo, i marinai veneziani erano soliti imbarcarsi per lunghi viaggi in mare aperto, e le sarde rappresentavano un’importante fonte di proteine durante i lunghi viaggi.

Per conservare le sarde e prolungarne la durata, i marinai svilupparono il metodo del “saor”, che coinvolgeva la marinatura del pesce in una miscela di aceto, cipolle e uvetta. Questa tecnica non solo garantiva la conservazione del pesce, ma conferiva anche un sapore unico, che si evolveva nel tempo.

Ingredienti e preparazione

La ricetta delle Sarde in Saor è sorprendentemente semplice, ma richiede un’attenzione particolare ai dettagli per ottenere il risultato perfetto. Gli ingredienti principali includono:

  • Sarde fresche o congelate: preferibilmente pulite e senza lisca.
  • Cipolle: dolci e sottili, tagliate a fette.
  • Uvetta: che conferisce un tocco dolce alla marinatura.
  • Pinoli: per una nota croccante e aromatica.
  • Aceto: preferibilmente di vino bianco.
  • Zucchero: per bilanciare l’acidità dell’aceto.
  • Farina: per infarinare le sarde prima della frittura.
  • Olio d’oliva: per friggere le sarde.

La preparazione delle Sarde in Saor richiede diversi passaggi. Inizialmente, le sarde vengono pulite, sfilettate e passate nella farina, quindi fritte in olio d’oliva fino a doratura. Nel frattempo, le cipolle vengono stufate lentamente in olio d’oliva fino a renderle morbide e dolci. Una volta pronte, le cipolle vengono mescolate con aceto, zucchero, uvetta e pinoli, creando una marinata agrodolce. Le sarde fritte vengono quindi disposte in uno strato in una ciotola o in un contenitore alternando strati di pesce e marinata. Questo piatto viene quindi lasciato riposare in frigorifero per almeno 24 ore, consentendo ai sapori di fondersi e svilupparsi pienamente.

Sarde-in-saor-alla-veneziana-fritte-e-marinate-con-cipolle-stufate-con-aceto-pinoli-uvetta e zucchero

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Gusto e presentazione

Il vero fascino delle Sarde in Saor risiede nel loro equilibrio di sapori contrastanti. La dolcezza delle cipolle caramellate si fonde armoniosamente con l’acidità dell’aceto e il tocco croccante dei pinoli. L’uvetta aggiunge un elemento fruttato e un po’ di dolcezza, mentre le sarde fritte conferiscono una consistenza morbida e succulenta.

Le Sarde in Saor sono tradizionalmente servite come antipasto o tra i cicchetti in molti ristoranti e osterie veneziane. Possono essere accompagnate da fette di polenta grigliata o semplicemente gustate da sole, servite con un bicchiere di vino bianco fresco.

Conclusioni

Le Sarde in Saor alla veneziana rappresentano una vera delizia per il palato e un’esperienza culinaria autentica legata alla storia e alla tradizione di Venezia. Questo piatto semplice ma raffinato è un tributo alla creatività e all’ingegno dei marinai veneziani che, secoli fa, svilupparono un metodo per conservare il pesce che si è trasformato in un’icona della cucina locale. Con la sua combinazione unica di sapori e la sua semplicità di preparazione, le Sarde in Saor sono un must per chiunque desideri esplorare la vera cucina veneziana.

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Cameriera-felice-con vassoio-al-lavoro

Il cruciale bisogno di personale: cuochi, camerieri e baristi in prima linea

Novità Di 12 aprile 2024 Tags:, , , , Nessun commento

Il personale nel settore della ristorazione è diventato sempre più richiesto negli ultimi anni. Suole sentire spesso la frase: “trovare personale è sempre più difficile”. Questa nuova realtà sta purtroppo destabilizzando l’equilibrio di molte attività.

Un fenomeno complesso

In quest’ultimo periodo il fenomeno è stato studiato in modo approfondito per cercare delle soluzioni percorribili. Il personale di sala, bar e cucina sta vivendo una fase di cambiamento in quanto un giusto bilanciamento tra tempo libero e vita lavorativa sta acquisendo sempre maggiore importanza nelle scelte delle persone. Gli orari estenuanti, o un ambiente lavorativo non ideale, possono portare il collaboratore a licenziarsi o a non svolgere la propria mansione con la passione e l’entusiasmo che servirebbero. La motivazione principale non è sempre correlata allo stipendio, bensì è da ricercarsi in altre cause. Ora più che mai serve una maggiore soddisfazione sotto l’aspetto umano e relazionale ma soprattutto di spirito di squadra fra i colleghi.

Personale-affiatato-al-lavoro-al-bar

Personale-affiatato-al-lavoro-al-bar

Come affrontare queste esigenze per l’impresa?

Negli ultimi anni, specie dopo la pandemia, molte persone hanno drasticamente “mollato la presa”, quasi smorzati da una mancata forza di volontà. Di fatto, una parte delle giovani leve manca di spirito di sacrificio e sempre in meno sono disposti a fare turni spezzati che impegnano troppo la vita. Gioco forza, alcuni ristoratori e albergatori, presi dalla sfiducia, credono poco nella formazione e nell’investire nelle persone.

Il punto cruciale è capire la causa di questa mancanza di stimoli perché è evidente che la società sta cambiando rapidamente. Una soluzione basilare è credere nelle persone che si hanno, conoscerle bene e puntare a rafforzare la loro integrità e voglia di mettersi in gioco.
Tutto questo costa fatica: è necessario lo sforzo enorme di riuscire a lavorare insieme con il giusto atteggiamento e intento
. Quindi diventa importante formare bene il personale, dargli una prospettiva di crescita, di guadagno e anche di ruolo, se possibile.

Baristi, camerieri e cuochi

È indispensabile, secondo me, che ogni collaboratore comprenda chiaramente il lavoro che deve svolgere e si impegni a farlo al meglio delle sue potenzialità. Le professioni del cameriere e del barman oggigiorno devono essere intese diversamente dal passato. Queste due figure erano considerate come dei semplici “preparatori di bevande” e “portapiatti”. Oggi è fondamentale considerarli dei professionisti che hanno aumentino l’esperienza positiva del cliente. Entrambi intrattengono e servono le persone; inoltre puntano ad aiutarle a scegliere, mettendole a loro agio e facendole godere dell’esperienza complessiva. Seguendo questi accorgimenti si migliora la fase di accoglienza e di vendita che porta a costruire e fidelizzare una clientela. Questo rapporto trasforma il ruolo del personale di sala e bar in “consulenti-venditori”. Anche i cuochi oggi sono sempre più in vista in cucine aperte e di frequente entrano in sala a parlare con i clienti per relazionarsi e anche suggerire o spiegare delle ricette.

I cuochi

Gli chef e i cuochi sono l’anima delle attività di ristorazione perché le persone escono principalmente per gustare del buon cibo. Una buona pizza, un buon snack, primo piatto o grigliata che sia, regala grande piacere se ben preparato con amore e buone materie prime. Il compito di chi è in sala o al bar ha il compito fondamentale di proporre e trasmettere quello che viene creato in cucina. Ecco che il gioco di squadra tra cucina e sala-bar ha una grane importanza per far vivere una buona esperienza agli ospiti e far lavorare bene il gruppo. Il cuoco in passato era quasi “nascosto”; oggi è sempre più in prima linea; lo definirei il cuore del locale. Inoltre nelle cucine in bellavista i cuochi fanno spettacolo.

Cuochi-Chef-al-lavoro-in-cucina

Cuochi-Chef-al-lavoro-in-cucina

Condividere gli obiettivi per lavorare bene

Ogni imprenditore nel settore della ristorazione può sviluppare la sua attività attraverso una serie di strategie mirate alla formazione e allo sviluppo del personale.
Alcuni approcci che possono essere adottati sono i seguenti:

  1. Investimento nella formazione interna
  2. Condivisione degli obiettivi aziendali
  3. Rispetto dei valori cardine dell’imprenditore
  4. Aumento della comunicazione e condivisione delle conoscenze
  5. Adozione di un approccio chiaro, efficace e orientato alla persona

In conclusione, le figure delle quali abbiamo parlato svolgono un ruolo chiave nella fidelizzazione dei clienti ed è importante che diano un servizio cordiale e attento. D’altra parte l’imprenditore ha una responsabilità che richiede un grande impegno: far crescere queste persone valorizzandone le qualità attraverso la formazione, il riconoscimento e l’apprezzamento.

David Cirigliano

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Anatra-petto-arrostito-con-asparagi-e-prugne-blog

Petto d’anatra arrostito con asparagi, prugne, cipolla caramellata e salsa ai frutti di bosco

Curiosità culinarie, Ricette e Sapori Di 5 aprile 2024 Tags:, , , , Nessun commento

L’anatra ha un suo gusto unico, saporito e apprezzato in Europa; infatti le ricette con questo volatile spaziano in molte varietà delle cucine regionali. In quest’articolo parleremo solo del petto d’anatra femmina da cucinare in maniera semplice e veloce. L’anatra oggi la serviamo con punte di asparagi verdi, prugne secche, cipolla caramellata e salsa ai frutti di bosco. Il gusto deciso dell’anatra si bilancia e sposa bene con gli asparagi agrodolci e in piacevoli contrasti con gli altri ingredienti.

Petto d’anatra femmina

Il petto della femmina ha una carne morbida, saporita e, se cotta correttamente, diventa eccezionale al palato. Anche quella del maschio è molto buona anche se leggermente più soda. Prima di cucinare il petto d’anatra si consiglia di fare sulla pelle dei tagli trasversali in diagonale con un coltello affilato per permetterle di sgrassarsi meglio. La rosoliamo e sgrassiamo a fuoco medio cucinandola dalla parte della pelle su un’ampia padella di ghisa. Quando la pelle sarà diventata quasi croccante eliminiamo il grasso e cuociamo il petto dall’altro lato per un paio di minuti fino a che vedremo uscire del sangue dalla carne. Continuiamo

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Canestrelli nostrani del mar Adriatico

Novità, Terra e Mare Di 27 marzo 2024 Tags:, , , , Nessun commento

I canestrelli, conosciuti con il nome di pettine o “petène” in veneto, sono dei molluschi bivalvi molto diffusi in alto Adriatico apprezzati in cucina per la polpa tenera e particolarmente gustosa. Questi molluschi della famiglia dei pettinidi sono molto simili alle cappesante.

Canestrelli del mar Adriatico

I “canestrei” o “peteni” in dialetto hanno un guscio striato con delle costole in rilievo che ricordano le fattezze di un pettine; da qui il nome. La conchiglia è larga all’incirca cinque centimetri e ha un colore che varia dal bianco al marrone all’arancione a seconda della sottospecie. Quando i molluschi sono freschi il colore del suo guscio appare brillante. Infatti in commercio capita di trovarli già puliti e sgusciati, in questo caso dovremmo stare attenti alla polpa che dovrà essere bianca e soda con il corallo arancione-rosso.

Canestrelli con asparagi

Questi deliziosi frutti di mare sono ottimi gratinati al forno oppure si può staccare il corallo

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Agnello carré Nuova Zelanda alla griglia

Novità, Ricette e Sapori Di 15 marzo 2024 Tags:, , , , , Nessun commento

Il carré d’agnello cotto alla griglia dopo averlo marinato con l’olio di oliva e le erbe aromatiche, come rosmarino e origano ha un sapore delicato e una morbidezza invitante, ideale per una portata del menu di Pasqua o per una grigliata in compagnia per fare festa.

L’ agnello della nuova Zelanda

Il carré di agnello “French rack” allevato in Nuova Zelanda è ben curato e le ossa sono scalzate da 75mm di lunghezza; ogni pezzo intero ha otto costolette rifilate e congelate sottovuoto. L’agnello della Nuova Zelanda viene allevato allo stato brado dove pascola liberamente su ampi terreni mangiando erba fresca.
Inoltre cresce in modo assolutamente naturale senza l’uso di antibiotici e ormoni. Questo ci permette di gustare una carne genuina, il meglio possibile in termini di qualità e naturalezza. Ottimo cotto al forno con patate al rosmarino e maggiorana, arrostito con aromi ed erbe aromatiche oppure tra le ricette più apprezzate troviamo il raffinato carré di “agnello alla provenzale” da proporre a chi ama la carne tenera, rosata, deliziosa.

In cucina

Tra le ricette più apprezzate troviamo il raffinato carré di agnello al timo, bardato con lardo di colonnata

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Ovali agli asparagi con fonduta e cialda al parmigiano

Novità, Ricette e Sapori Di 8 marzo 2024 Tags:, , , , , , , Nessun commento

Oggi cuciniamo gli ovali agli asparagi, un primo piatto di deliziosa pasta ripiena preparata a mano e farcita con asparagi bianchi e verdi con ricotta e parmigiano. Questo formato di pasta si chiama ovale per la sua forma appunto ed è una sorta di raviolo di pasta fresca all’uovo preparata in laboratorio e poi surgelata con le tecnologie moderne.

 

Gli ovali agli asparagi li serviamo conditi con una fonduta alla salvia adagiati su una cialda di parmigiano e prezzemolo. Questa pasta ripiena è una delizia primaverile da portare in tavola e gustare nella sua genuina bontà in molte occasioni.

Ingredienti

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Carciofi in tavola

Ricette e Sapori, Terra e Mare Di 20 febbraio 2024 Tags:, , , , , , , Nessun commento

Carciofi selvatici o carciofi coltivati? Ci sono anche i carciofi selvatici conosciuti comunemente con il nome di cardi. Noi parleremo di quelli domestici coltivati.
I carciofi hanno una coltivazione in inverno e primavera e sono tra le verdure più conosciute e usate nella cucina italiana. Infatti, i carciofi sono famosi “alla Romana”, fritti “alla Giudia”, cotti a vapore o ripieni e sono una delizia da portare in tavola. Tra l’altro, sono ottimi come antipasto o ingrediente per condire pasta, risotti e sfornati o da servire come contorno con la carne e il pesce.

Carciofi puliti

Nel mercato si trovano comunemente i carciofi freschi che richiedono una buona dose di tempo e manualità per pulirli nel modo corretto senza sprecarne. Perciò il vantaggio di acquistarli già puliti e surgelati singolarmente è una grande comodità, importante per la gestione dell’economia di ogni ristoratore. Così si usa solo la quantità necessaria e il tempo di lavorazione è notevolmente ridotto.

Versatilità

La varietà di ricette esistenti, anche storiche, dimostra quanto versatile sia il sapore e la consistenza di questa preziosa verdura. Oltretutto varia molto dalla tecnica di cottura perché ce ne sono diverse per cucinarli.

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