Esplora categorie

Terra e Mare

Approfondiamo la nostra conoscenza della natura per osservare il pianeta con occhi più attenti. Ci schieriamo a favore di un utilizzo etico e consapevole delle risorse naturali.

Moscardini-nostrani-con-piselli

Moscardini nostrani di Chioggia: un tesoro della pesca in Adriatico

Ricette e Sapori, Terra e Mare Di 13 maggio 2026 Tags:, , , , , , Nessun commento

La laguna veneziana è da sempre un mosaico di sapori, mestieri e saperi antichi. A poche miglia dalla costa si pescano i moscardini di Chioggia,  piccoli molluschi dal gusto inconfondibile, capaci di raccontare con un solo boccone la storia del nostro mare e delle sue genti.

Un mollusco rappresentativo della cultura marinara chioggiotta

A Chioggia, i moscardini non sono solo un tipo di polpo: sono un simbolo. Da secoli vengono pescati nelle acque dell’Alto Adriatico, dove trovano un habitat ideale che conferisce loro carni compatte, sapore dolce e una straordinaria versatilità.
Il mercato ittico chioggiotto, tra i più vivi e storici d’Italia, ha fatto di questo piccolo cefalopode una presenza costante nelle cassette dei pescatori e sulle tavole delle famiglie locali. La tradizione li lega ai piatti più umili e sinceri della cucina veneta: preparazioni nate per valorizzare ciò che il mare offriva ogni giorno, senza sprechi e con grande rispetto per la materia prima.

Moscardini-nostrani-freschi-appena-pescati

Moscardini-nostrani-freschi-appena-pescati

Le ricette della tradizione

I moscardini sono protagonisti di piatti che raccontano tutta l’anima della costa veneta:

  • Moscardini in umido alla chioggiotta, cottura lenta con pomodoro, vino e aromi che concentra il sapore del mare.
  • Insalata tiepida di moscardini, semplice e perfetta per esaltarne la delicatezza naturale.
  • Moscardini con polenta, un abbinamento antico e amatissimo che unisce mare e terra in un equilibrio sorprendente.

Sono ricette che parlano di case affacciate sulla Laguna, di zuppe calde e fumanti nelle sere d’inverno, di pranzi domenicali dopo una notte di pesca.

Il moscardino entra nella cucina moderna e gourmet

Oggi i moscardini di Chioggia stanno vivendo una nuova stagione di attenzione alle specialità. Chef e appassionati li scelgono per:

  • creatività in cucina: saltati velocemente in padella con agrumi, protagonisti di tapas, oppure serviti su creme di verdure o legumi.
  • leggerezza e qualità nutritiva: ricchi di proteine e poveri di grassi, si prestano a diete moderne ed equilibrate.
  • versatilità assoluta: perfetti per primi piatti, finger food, cotture veloci o lente.

La loro texture compatta e il sapore delicato li rendono ideali anche per interpretazioni innovative: dal moscardino scottato con emulsioni di erbe fresche al moscardino affumicato leggero, fino alle preparazioni gourmet che li vedono protagonisti in piatti di mare contemporanei.

Una importante specie della pesca in Adriatico

Viviamo oggi con molta attenzione alla sostenibilità e alla filiera corta. In effetti i moscardini di Chioggia rappresentano un esempio significativo di prodotto locale, riconoscibile, legato alla comunità. Inoltre 0gni ricetta che rispecchia la tradizione o la modernità valorizza la nostra cultura gastronomica e il lavoro dei pescatori che ogni giorno faticano per trovare queste specialità. Ora li trovi tra le novità di stagione in Iceberg pronti in cassettine da 8 kg.

Per ulteriori informazioni sui nostri prodotti sicuri e di qualità per la tua cucina, contattaci al numero 0422-752551: ti indicheremo il nostro agente di zona, oppure scrivi a marketing@icebergitalia.it. Saremo lieti di risponderti!

Continuate a seguirci nel nostro blog e scopri di più su: http://icebergitalia.it/e affidati alla qualità dei nostri marchi!

 

Moscardini nostrani di Chioggia: un tesoro della pesca in Adriatico
Vota questo post

Condividi
Salmone-Sockeye-rosso-d'Alaska

Salmone Sockeye: il rosso selvaggio dal sapore autentico

Novità, Terra e Mare Di 8 aprile 2026 Tags:, , , Nessun commento

Il salmone canadese selvaggio Sockeye, conosciuto come salmone rosso, è uno dei protagonisti più apprezzati tra i salmonidi. In mare si distingue per il dorso blu scuro, il ventre argentato e la totale assenza di macchie. Una volta nel piatto, però, è il suo gusto profondo e unico a conquistare chef, ristoratori e appassionati di cucina.

Specie di grande valore commerciale, sostiene un’importante industria ittica in Canada e negli Stati Uniti, diventando un ingrediente ricercato sia per la lavorazione a fresco sia per la produzione di salmone affumicato. Le sue uova, poi, danno vita al celebre “caviale rosso”.

Oncorhynchus nerka: un salmonide che cambia forma e colore

Durante il periodo riproduttivo, i Sockeye assumono una colorazione spettacolare:

  • rosso vivo su dorso, fianchi e pinne
  • verde scuro sulla testa

I maschi sviluppano il caratteristico profilo arcuato e il “kype”, l’uncino dentato della mascella. Le femmine, invece, mantengono una linea più regolare ma con tonalità altrettanto accese.
Generalmente il peso medio degli esemplari sta tra i 3 e 4 kg, ma alcuni esemplari arrivano fino al metro di lunghezza e a pesare oltre 10 kg. In tutte le sue forme, fresco, surgelato, affumicato il Sockeye rimane sinonimo di qualità di sapore e gusto deciso e di nutrienti.

Una pesca sostenibile dall’Alaska al Canada

Il salmone rosso è una delle specie più importanti per la pesca professionale nel Pacifico. In Alaska, la sua cattura è rigidamente regolamentata e considerata tra le più sostenibili al mondo. La stagione va da maggio a settembre, dal Sud-est dell’Alaska fino alla Baia di Bristol. Amato anche dai pescatori sportivi e dagli amanti delle sue carni il Sockeye è perfetto per chi cerca una carne rossa intensa e un sapore pieno, ideale per crudi e cotture delicate. La sua qualità ha conquistato anche gli affumicatori europei, che lo valorizzano nelle loro migliori selezioni.
Le popolazioni che vivono stabilmente in acque dolci, senza sbocco sul mare, prendono il nome di Sockeye in Alaska, Red Salmon in Canada nella Columbia Britannica e anche in Oregon.

In cucina: gusto unico e versatilità

Per una preparazione semplice e d’effetto, puoi fare dei tagli in diagonale sul filetto di pesce con arancia tagliata a fette, timo e maggiorana fresca, e spennellarlo con un’emulsione di succo d’arancia e olio extravergine di oliva. Una cottura sottovuoto a bassa temperatura garantisce una carne morbida e succosa, lasciando ai grassi del pesce il tempo di sciogliersi dolcemente.

Il filetto già rifilato: praticità senza compromessi

Per chi preferisce una soluzione più veloce, il filetto Sockeye, già rifilato è perfetto. Basta una marinatura con olio evo ed erbe aromatiche, poi una cottura a 50/54°C,sottovuoto per ottenere una carne compatta e sfaldabile. Lo spessore dei filetti  va dai 2 cm fino ai 4 cm. e il tempo varia tra i 45 e i 50 minuti circa. Normalmente non serve superare un’ora salvo filetti molto spessi. Alcuni Chef usano mettere anche del burro e delle erbe aromatiche per elevare i profumi e la morbidezza.
Il risultato? Tranci morbidi, aromatici e dal sapore intenso. Alla fine puoi dare una scottata per 30-60 secondi per lato a fuoco alto così la polpa prende un colore più brunito. Ottimi da servire con verdure o con del riso per combinare proteine e carboidrati.

Salmone Sockeye: il rosso selvaggio dal sapore autentico
5 (100%) 1 vote

Condividi

Conosci il granchio delle nevi? La granceoala artica

Curiosità culinarie, Terra e Mare Di 10 febbraio 2026 Tags:, , , , Nessun commento

La granceola artica, conosciuta anche come granchio delle nevi (Chionoecetes opilio), è uno dei crostacei più apprezzati al mondo. Vive nei fondali freddi dell’oceano Atlantico nord-orientale e del Pacifico settentrionale. In particolare, viene pescata nel mare di Bering e nella baia di Bristol, a ovest dell’Alaska.

Questo crostaceo ha un corpo quasi circolare e piatto, leggermente più largo nella parte posteriore. Le sue cinque paia di zampe, sottili e allungate, ricordano quelle di un ragno. Non a caso, in inglese è chiamato spider crab. Le prime due zampe terminano con robuste chele.

Il colore del carapace varia nel tempo: dal bianco al crema, fino a tonalità più rossicce nelle fasi adulte.

Tra i granchi più ricercati e pregiati troviamo proprio la granceola artica del mare di Bering. I maschi possono raggiungere una taglia importante, fino a 8–10 kg, e vivere fino a 14 anni.

Dal punto di vista biologico esistono sette specie del genere Chionoecetes, ma la Chionoecetes opilio è senza dubbio la più conosciuta e apprezzata in cucina.

Granceola artica

Pesca della granceola artica

La pesca della granceola artica dipende fortemente dalle condizioni meteo-climatiche e dalla formazione dei ghiacci invernali. Le zone di pesca sono lontane dalla costa e le uscite in mare possono durare diverse settimane.

Conosci il granchio delle nevi? La granceoala artica
Vota questo post

Condividi
Calamari_radicchio Treviso e gamberi-blog

Calamari e radicchio di Treviso grigliati con pomodoro al timo

Ricette e Sapori, Terra e Mare Di 5 dicembre 2025 Tags:, , , , , Nessun commento

Dicembre ci regala sapori autentici e ingredienti di stagione, perfetti per creare piatti ricchi di gusto e contrasti equilibrati. Questa ricetta unisce mare e terra in un abbinamento elegante e tipico della nostra regione: calamari alla piastra con radicchio di Treviso e pomodorini al timo. Un piatto semplice e buonissimo, perfetto per stupire i vostri clienti con un tocco gourmet.

Ingredienti per 10 persone

  • 20 calamari da 10–14 cm (taglia C4)

  • 2-3 cespi di radicchio di Treviso

  • 10 pomodorini datterino

  • 50 g di prezzemolo fresco

  • 2 rametti di timo fresco

  • 100 ml di olio extravergine d’oliva

  • Sale e pepe q.b.

  • 30 ml di aceto balsamico

  • germogli di daikon per la decorazione

Preparazione

  1. Pulire i cespi di radicchio di Treviso, tagliarli in otto spicchi, sciacquarli e asciugarli con cura.
  2. Eliminare pelle, interiora e pennetta. Dalla parte più larga del cappuccio ricavare un anello. Incidere poi il corpo nel senso della lunghezza, ottenendo delle frange e lasciando intatta la parte stretta.
  3. Incidere il corpo del calamaro nel senso della lunghezza e ricavare delle frange, lasciando intatta la parte più stretta.

  4. Scaldare una piastra con un filo d’olio e cuocere i calamari per pochi minuti, condendo con un pizzico di sale.
  5. In una padella antiaderente, saltare il radicchio con poco olio, sale e pepe finché non risulta morbido e leggermente caramellato.
  6. Inserire le frange di calamaro e un quarto di radicchio all’interno dell’anello ricavato in precedenza. Fissare con uno stecchino per mantenere la forma.
  7. Tagliare i pomodorini datterino a cubetti e condirli con olio extravergine e timo fresco.

Finitura del piatto

Disporre sul piatto delle frange di calamaro, adagiare sopra la composizione di calamari e  radicchio grigliato,  e completare con un cucchiaino di pomodoro fresco al timo.
Decorare con gocce di aceto balsamico, un filo d’olio extravergine d’oliva e qualche germoglio di daikon. Servire subito.

Consiglio dello Chef

Questo piatto si abbina perfettamente a un vino bianco secco e aromatico, come un Sauvignon o un Pinot Grigio del Veneto, che esaltano il sapore dolce-salino dei calamari e le note amarognole del radicchio.

 Calamari C4 Patagonia

Ottimi calamari pescati con reti da traino in zona Fao 41 in Atlantico: ottimi per preparare antipasti, primi e secondi piatti.
Il prodotto va scongelato e pulito come il fresco; si possono fare ripieni con patate e olive, al sugo di pomodoro con capperi e melanzane o squisiti alla griglia. Inoltre, se preferite tagliarli sono golosi fritti e rimangono teneri e delicati. Si adattano a svariate preparazioni poichè il prodotto naturale può essere lavorato a piacere; considerate che serve una cottura delicata per apprezzare i CALAMARI  

Per ulteriori informazioni sui nostri prodotti di qualità per la tua cucina, contattaci al numero 0422-752551 o scrivi a marketing@icebergitalia.it. Saremo lieti di risponderti!

Calamari e radicchio di Treviso grigliati con pomodoro al timo
Vota questo post

Condividi
Anatra-allo-spiedo-alla-veneta

Tradizione veneta a tavola: l’anatra allo spiedo con polenta

Ricette e Sapori, Terra e Mare Di 6 novembre 2025 Tags:, , , , Nessun commento

Novembre è arrivato e nelle campagne venete, la tradizione vuole trasportarci in un clima caratterizzato da profumi intensi e tavole addobbate di piatti regionali che scaldano lo spirito.
Di sicuro uno dei piatti tradizionali più amati è senza dubbio l’anatra cotta allo spiedo sulla brace. Di solito viene servita con la polenta gialla a fette e un contorno di funghi chiodini fumanti. Una preparazione antica, che unisce il sapore deciso della carne all’affumicatura leggera e irresistibile della cottura lenta sul fuoco vivo.

L’anatra

Per questa preparazione la scelta dell’anatra è fondamentale. In Veneto di solito si usa l’anatra muta , detta anche “barbagianni”, una razza rustica con carne saporita e meno grassa rispetto all’anatra di Pechino. La sua carne compatta è ideale per una cottura lunga e lenta allo spiedo e mantiene un gusto intenso ed equilibrato. Importante è che l’anatra sia di medie dimensioni sui 2,5 kg  così la cottura rimane uniforme e la carne non si asciuga.

La cottura allo spiedo

Prepariamo la carne che nel nostro caso sarà decongelata in frigo dal giorno prima. Insaporiamo la carne con un trito misto che abbiamo preparato con sale grosso pestato, pepe fresco, rosmarino e timo sminuzzati.
lo cospargiamo delicatamente all’interno e ungiamo le pareti massaggiandole con un velo di olio evo. Farciamo la pancia con delle foglie di alloro e dei rametti di rosmarino fresco e qualche foglia di salvia e se vi piace  uno spicchio d’aglio schiacciati. Infine leghiamo le zampe con dello spago da cucina per mantenerla unita durante la cottura.
Di seguito infilziamo nello spiedo l’anatra o più anatre in base alle nostre esigenze. Quando la brace sarà ben calda ma non esagerata iniziamo la cottura sul nostro girarrosto che girerà lentamente. Indicativamente il tempo di cottura si aggira sulle due ore per una pezzatura sui 2,5 kg. La pelle deve diventare croccante, invece la carne dentro dovrà rimanere morbida e bella succosa. Durante la cottura mettiamo un contenitore per raccogliere i grassi e i succhi che colano mentre si arrostisce. Usiamo il grasso colato per ungerla con un pennello per mantenerla più idratata e morbida.

Prepariamo la polenta

Per tradizione cuociamo la polenta nella ricetta classica. Versiamo a pioggia la farina di mais in una pentola capiente con due litri d’acqua salata. Mescoliamo energicamente con una frusta per evitare grumi. Cuociamo a fuoco basso per circa 45 minuti mescolando spesso. Per completare versiamo un filo di olio evo nella polenta quando sarà pronta. Se la vogliamo tagliare a fette la versiamo su un capiente tagliere o in una pirofila in acciaio unta leggermente sul fondo e la lasciamo intiepidire. Infine, tagliamola a fette spesse con un coltello se desideriamo grigliare le fette sulla brace per renderle croccanti. In alternativa la lasciamo nella pentola e la versiamo calda con un mestolo al momento.

Servizio

Disponiamo le fette di polenta sul piatto e adagiamo vicino l’anatra allo spiedo, nappando con il fondo di cottura raccolto. Un piatto rustico e sontuoso, perfetto da servire nelle giornate fredde e nelle domeniche d’autunno.

Anatra-intera-arrostita-con-fette-di-polenta

Anatra-intera-arrostita-con-fette-di-polenta

Scopri i nostri prodotti

Disponibili nella nostra gamma una serie di prodotti di anatre intere, a busto, cosce lavorate o petti rifilati per il settore Ho.Re.Ca. I nostri prodotti a base di anatra sono selezionati, sicuri e pronti all’uso; perfetti per ristoranti, hotel e catering che vogliono offrire alla propria clientela un’esperienza di cucina autentica e raffinata:Anatra

 

Tradizione veneta a tavola: l’anatra allo spiedo con polenta
Vota questo post

Condividi
Seppie-in-riproduzione-in-natura

Le seppie: un tesoro del mare da conoscere e gustare

Curiosità culinarie, Terra e Mare Di 6 ottobre 2025 Tags:, , , , , Nessun commento

Le seppie sono i molluschi più diffusi nei nostri mari. Si tratta di un cefalopode affascinante che merita di essere conosciuto da vicino.
Questo mollusco attira l’interesse di ristoratori, appassionati di cucina, pescatori e amanti della subacquea, grazie alla sua versatilità e al legame con le tradizioni marinare.

La seppia nel suo habitat: un ricordo a Pellestrina

Ricordo ancora la prima volta che, da ragazzo, visitai Pellestrina, splendida isola della laguna di Venezia, famosa per i merletti e per i pescatori. Era una calda giornata di sole e, con alcuni amici, mi tuffai in apnea per esplorare “il murazzo”: un lungo muraglione di rocce costruito nel ’700 per proteggere l’isola e la spiaggia. Sott’acqua, tra le rocce, ebbi la fortuna di incontrare alcune seppie che nuotavano tranquille. Fu un’esperienza indimenticabile, capace ancora oggi di trasmettermi pace ed energia. Da quel momento, con gli amici, iniziai a pescarle e cucinarle, scoprendo la loro straordinaria bontà.

In cucina: come esaltare le seppie

Le seppie piccole e di media misura sono particolarmente pregiate. A Chioggia,

Le seppie: un tesoro del mare da conoscere e gustare
Vota questo post

Condividi
Halibut-trancio-con-verdure-e-uova-di-pesce

L’halibut della Groenlandia: un pesce che valorizza il tuo menu di mare

Curiosità culinarie, Terra e Mare Di 20 settembre 2025 Tags:, , , , , Nessun commento

L’halibut (Hippoglossus hippoglossus) è un pesce spettacolare e pregiato, pescato nelle fredde e incontaminate acque della Groenlandia. È, infatti, molto apprezzato nella ristorazione dei mari nordici d’Europa,in Canada e in Alaska, e oggi sta conquistando sempre più spazio anche nella cucina italiana, grazie alle sue straordinarie qualità gastronomiche.

I filetti di halibut bianchi, compatti e delicati, rappresentano quindi, una proposta perfetta per i ristoranti che desiderano distinguersi offrendo un’alternativa di alta qualità, sostenibile e versatile.

Un pesce nobile

L’halibut è uno dei pesci più grandi dell’Atlantico settentrionale. Come la sogliola e la passera è un pesce piatto, ma si distingue per la carne ricca di proteine, povera di grassi e dal sapore delicato, ideale sia per cotture semplici come vapore o griglia, sia per ricette più elaborate.

L’halibut della Groenlandia: un pesce che valorizza il tuo menu di mare
Vota questo post

Condividi
Faraona-arrostita-peperoni-patate-al-forno

Faraona busto nazionale: gusto e tradizione a tavola

Curiosità culinarie, Terra e Mare Di 8 settembre 2025 Tags:, , , , Nessun commento

La faraona ha una carne pregiata che unisce la morbidezza del pollame al sapore più deciso della selvaggina, che permette diverse proposte in cucina. Il busto nazionale è la parte centrale dell’avicolo privo di testa, zampe e completamente pulito. Le carni sono saporite e compatte, perfette sia per ricette tradizionali che per cotture e presentazioni più creative.

Origine, storia e qualità

La faraona è un volatile di origine africana, già conosciuta al tempo dei Greci e dei Romani che la apprezzavano sia per la sua carne saporita che come animale ornamentale nei giardini. Il suo nome ha origine in Egitto, dove veniva associata alla regalità. In seguito, durante il Medioevo, venne importata grazie ai Portoghesi e si diffuse in Europa attraverso vari incroci

In Italia si allevano oggi principalmente la faraona comune e la faraona grigia perlata. La carne magra, leggermente scura, ha un sapore che ricorda un incrocio tra pollo e selvaggina. Oggi è molto apprezzata nella cucina tradizionale italiana e francese.

Faraona busto nazionale: gusto e tradizione a tavola
4.5 (90%) 2 votes

Condividi
Funghi-porcini-estivi-cesto-nel-bosco

Funghi porcini nel pieno dell’estate

Curiosità culinarie, Terra e Mare Di 20 agosto 2025 Tags:, Nessun commento

Con l’arrivo di agosto e delle prime piogge estive, nei boschi di diverse regioni italiane si risveglia e spunta con grande vivacità una delle meraviglie più amate dagli appassionati di cucina e dai cercatori esperti: il fungo porcino.
In particolare, questo è il momento ideale per incontrare due delle specie più pregiate e ricercate: il Boletus edulis e il Boletus aestivalis, noti per la loro consistenza carnosa e il sapore unico e inconfondibile.

Il boletus edulis: il re dei boschi

Il Boletus edulis, conosciuto anche come “porcino autunnale”, può comparire già da fine giugno, ma è proprio ad agosto che trova il suo habitat ideale grazie all’alternanza di caldo e umidità. Ama i boschi misti, in particolare di faggio, castagno e abeti, dove cresce ai margini delle radure o sotto l’erba alta, spesso nascosto da uno strato di foglie.

Caratteristiche principali:

  • Cappello convesso, color nocciola-bruno, con margine regolare e la superficie vellutata

  • Tubuli bianchi da giovani, poi giallo-marroncini

  • Gambo tozzo, chiaro, ingrossato alla base e spesso con una fine reticolatura bianca

  • Polpa soda e bianca, con un profumo delicato e gradevole

Funghi porcini nel pieno dell’estate
Vota questo post

Condividi
Astice-blu-vivo-sulla-roccia

Conosci l’astice blu del Mediterraneo?

Curiosità culinarie, Terra e Mare Di 8 agosto 2025 Tags:, , , , Nessun commento

Quando parliamo di astice, immediatamente si pensa al famoso astice americano, con le sue chele imponenti e la carne dolce e tenera. Ma sapevi che anche in tutto il nostro meraviglioso mar Mediterraneo  vive una specie molto pregiata e sempre più apprezzata dagli chef più esigenti? Stiamo parlando dell’astice blu del Mediterraneo o europeo: la specie Homarus Gammarus. Si tratta di un’eccellenza locale tutta da scoprire.In realtà è da considerare un tesoro del mare per la sua eleganza naturale e per il suo sapore inconfondibile che dà valore alla sua polpa in cucina.

Astice blu del Mediterraneo e Astice americano: quali sono le differenze che contano?

Anche se possono sembrare simili a prima vista, l’astice mediterraneo e quello americano (Homarus Americanus) presentano differenze importanti, sia dal punto di vista estetico che gustativo.

Conosci l’astice blu del Mediterraneo?
Vota questo post

Condividi